Progetto 1999-2000
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PROGETTO LABORATORIO TEATRALE DI ISTITUTO

PER L'ANNO SCOLASTICO 1999 / 2000

 

Il progetto si è realizzato nell'ambito dell'Autonomia Scolastica.

OBIETTIVI

Le attività previste si basano sulle esperienze dei Laboratori teatrali tenuti negli anni precedenti e in particolare durante l'anno scolastico '98,/'99.

Il presente Laboratorio teatrale intende rivolgersi all'istituto nel suo complesso, con spirito spiccatamente inter disciplinare e costituire una risorsa metodologica che valorizzi i percorsi dei programmi del mattino o porzioni di essi; non intende aggiungersi come attività 'altra' o come materia in più. L'intento è formativo piuttosto che ricreativo, pur avendo valenze ludiche e di aggregazione; ci si ripromette di votare grande attenzione alle motivazioni dello studente , invogliandolo ad un accesso diretto Consapevole ed attivo ai fatti culturali, non subendoli, ma agendoli ed assumendoli personalmente.

Per attività teatrale non si propone qui la drammatizzazione più o meno illustrativa di testi da declamare o ripetere affidandosi all'estro o alla riproduzione di modelli (o stereotipi) del teatro istituzionale esterni all'esperienza dei soggetti; si intende piuttosto un percorso antropologico di conoscenza attuato giocandosi in prima persona divenendo sia pure embrionalmente davvero 'attori':

    • conoscenza. attraverso la pratica, dello specifico sistema di codici intersecantisi nella sintesi estetica del teatro
    • presa di coscienza dei propri bisogni e delle proprie possibilità espressive.

Tale linea sta ormai costituendo una consapevolezza della propria specificità come "Quinto Teatro".

Si ricorda quindi la non volontà in questa sede di formare attori in senso professionale se è il caso, ragazzi e famiglie si rivolgeranno poi alle scuole specifiche, magari più consapevolmente dopo la frequenza del Laboratorio scolastico) né di costituire un gruppo filodrammatico o amatoriale, per il quale gli studenti possono autoorganizzarsi in altro ambito. L'obiettivo complessivo è quello di iniziare a coniugare i programmi della didattica corrente del mattino con gli spunti più fecondi dell'antropologia teatrale.

ATTIVITA' CON GLI STUDENTI

  1. LEZIONI DI STORIA DELLA CIVILTA' TEATRALE, vertenti non sull'aspetto letterario o 'manualistico' delle opere, già normalmente affrontato dai docenti, ma sulle specifiche modalità di recitazione, messa in scena, visualità, impiego degli spazi deputati e rito sociale dell'evento teatrale in un determinato momento storico. Si intende presentare tali incontri secondo un approccio multimediale ed in termini attivi (coinvolgendo anche studenti che hanno raggiunto abilità attraverso la frequenza dei Laboratori teatrali nell'Istituto in anni precedenti), cosi da stimolare interrogativi e la scoperta di assonanze culturali fra mondi magari apparentemente lontani.
  2. LABORATORI PRATICI piuttosto brevi (indicativamente non inferiori alle 16 ore) intensi e specifici di pratica teatrale, legati alla programmazione didattica del Consiglio di classe, da svolgersi nell'ambito dell'iter curriculare del mattino con la classe intera.
Come chiarito negli obiettivi, si tratta di una proposta metodologica volta a far sperimentare allo studente su se stesso la peculiarità di corto circuito fra tecniche ed emozioni costituita dal Teatro.
All'insegnante della classe si intende affidata la preparazione più strettamente storica, linguistica e testuale sull'opera scelta, mentre al conduttore del Laboratorio. dopo una fase di concertazione, sta di attivare coi ragazzi un percorso di pratica drammaturgica attraverso l'attività attoriale.
Va chiarito che qui intendiamo 'testo' in senso lato, non come strettamente letterario o attinente alla letteratura drammatica, bensì anche come opera non nata per la scena, ma con essa compatibile, come potrebbero essere le "Operette morali" di Leopardi; non solo, sono 'testi' teatralmente ricchissimi quadri o cicli pittorici, basti pensare a come "La carriera del libertino" di Hogarth sia divenuta l'omonima opera teatrale di Strawinskij. E' chiaro che questi 'testi' richiedono operazioni di transcodificazione più o meno complesse: può essere molto utile impostare su di queste un laboratorio rivolto al biennio; ricordiamo per altro che tale impostazione è nello spirito del nuovo Esame di Stato.
Ovviamente in questi laboratori brevi non si pensa alla messa in scena integrale di un'opera, ma si enucleeranno una parte o una tematica saliente su cui lavorare come campione.
Il PERCORSO PROPOSTO, fatte salve le peculiarità che sempre le situazioni specifiche rivendicano, può essere così schematizzato:
    • avvenuta una 'lettura' del 'testo' in classe con l'insegnante,
    • si iniziano con il conduttore esercizi o giochi di presa e di uso dello spazio: creazione di uno spazio non quotidiano; credere alla 'finzione'; educazione alla 'presenza' del corpo individuale e nel rapporto con l'altro; 'disegno' del gesto nello spazio; spazio fonico:
    • la 'battuta' come atto comunicativo e corre fatto espressivo; fisicità della parola. La voce 'altra' dalla comunicazione corrente: le pause, il ritmo, il silenzio.
      La dizione viene affrontata contestualmente alle esigenze espressive e comunicative della voce, piuttosto che in senso normativo.
    • Improvvisazioni su spunti di materiali sonori, visivi, verbali, raccolti per associazione col testo di partenza.
    • 'Pulendo' e 'fissando' improvvisazioni si giunge alla composizione di microdrammaturgie individuali e di gruppo.
    • Ritorno al 'testo' di partenza e scontro/incontro tra questo ed il percorso intrapreso, giungendo all'organizzazione di una sia pure limitata drammaturgia originale, complessiva.

 

  1. ESITO PUBBLICO. Arrivare a comunicare con un pubblico è un'esperienza fondamentale ed insopprimibile del percorso formativo, riteniamo debba essere perciò prevista, sia pure in forma minima di dimostrazione di lavoro.
    Per arrivare ad una 'performance' o spettacolo si richiede a questo punto una ulteriore formalizzazione e messa a punto comportante 'prove' ed un impegno sia pur minime di allestimento. Ciò si è rivelato immensamente arricchente per i ragazzi, permettendo anche di sperimentarsi in situazioni teatrali reali all'esterno del contesto scolastico. Comporta però in partenza la chiara previsione di un'ulteriore fase di laboratorio (di non meno di 20 ore) in fascia oraria pomeridiana esulante dall'obbligo curriculare e oggetto di opzione da parte dello studente.
  2. CORSI POMERIDIANI per gli studenti che vogliano approfondire spunti forniti dalle attività del mattino o sperimentare tecniche più specifiche, si attivano 'stages' pomeridiani della durata di 24 ore, ciascuno tenuti da esperti in tecniche fondamentali, segnatamente di:
    • Commedia dell'Arte e recitazione in maschera
    • Ritmo e coro
    • Teatro di strada e giocoleria.
Questi corsi sono concepiti per valorizzare i laboratori curricolari, ma anche in modo d'avere senso in se stessi se frequentati separatamente, permettendo un eventuale esito finale autonomo.

VALUTAZIONE Va sottolineata l'esigenza di inserire accuratamente l'attività dei laboratori con gli studenti nella programmazione dei consigli di classe, anche in previsione di valutazioni formalizzate. L'aspetto della fiscalizzazione non è trascurabile anche in vista del 'credito scolastico e di quello formativo nel curriculum di ogni studente. In particolare per le classi quinte andranno curate strategie di presentazione all'esame di Stato dei percorsi interdisciplìnari, per i quali questa impostazione laboratoriale può costituire un approccio qualificante.

DOCUMENTAZIONE Ci si impegnerà a creare una documentazione cartacea, fotografica e in video delle attività svolte, anche perché possa costituire strumento per esperienze successive. A ciò si è già provveduto per i laboratori dell'anno scolastico '98/'99, costituendo una sezione di documentazione nella biblioteca di Istituto. nella quale far confluire anche materiali che ricostruiscano la ormai lunga tradizione di attività teatrali del Liceo Copernico. iniziata nel 1979.

ESPERTI E CONDUTTORI Il Laboratorio sopra configurato comporta l'impegno durante tutto l'anno scolastico di almeno un insegnante-teatrante, cioè di una figura specifica le cui competenze siano all'incrocio fra le esigenze didattiche della scuola e la pratica del teatro. Questa figura può coordinare e svolgere ,opportunamente coadiuvata, le attività di documentazione, incontri di civiltà teatrale, laboratori con gli studenti . E' già attivo in tal senso da anni nell'Istituto il prof. Claudio Caprotti (metà delle ore della cui cattedra di Lettere sono adibite alla didattica del Teatro).

Per gli 'stages' specialistici ci si avvale di:

Leonardo Poppa (Commedia dell'Arte e maschera)

Paola Roman Ritmo e coro)

Paolo Stratta (Teatro di strada e giocoleria).

 

Progetto di Claudio Caprotti