LABORATORI PRATICI CURRICULARI
"YANNIS RITSOS-FILOTTETE"
Periodo dicembre / maggio
Partecipanti 2 BS, 3 HS, 3 B
Progetto e Conduzione : prof. Claudio Caprotti
Esperti
- D.ssa Maria Georgopoulou (insegnante di Greco
laureata sull'opera di Yannis Ritsos)
- Giulia Campagna, ex allieva del Liceo Copernico
(nel quale ha partecipato alle attività del Laboratorio
Teatrale) laureanda al D.A.M.S. con esperienze di Teatro-danza
ed animazione.
Esiti pubblici previsti: presentazione dello
spettacolo teatrale in teatri torinesi come iniziativa connessa
all'Associazione "Piemonte-Grecia" ed in rassegne come
"Dioniso",sul Teatro classico, dell'Università
di Torino, o "Identità e differenza" del Comune
di Torino. Ovviamente lo spettacolo sarà innanzi tutto una
risorsa didattica per il Liceo Copernico.
Sponsorizzazioni: Associazione
Culturale "Syllogos Piemonte-Grecia" con sede in Torino,
Via Cibrario 30 .
LABORATORI PRATICI PARASCOLASTICI
"PALAZZESCHI-PERELA"
Drammaturgia originale
Calendario : due incontri pomeridiani alla
settimana da Ottobre a inizio Giugno Lunedì/Mercoledì
e Venerdì ore 14.30 - 17.30.
Partecipanti : studenti di varie classi dalla
I alla V
Progetto e Drammaturgia : prof. Claudio Caprotti
Esperti
- Prof. Renata Puglisi (coreografia e danza)
- Elisa Pais e Angelo Tronca (training )
- Valentina Volpatto (educazione della voce)
Obiettivo: creazione di spettacolo da presentare
in pubblico
Opera di riferimento: "Il codice
di Perelà. Romanzo futurista" di A.Palazzeschi
Esiti pubblici previsti:
- Rassegna "Scuola Super" del Comune
di Torino (Aprile);
- "Festa Teatrale della Scuola Media Superiore
Torino"(fine Maggio/Giugno);
- Collège "Picasso" di Vallauris
(attività di Scambio)
- "Rencontres de Théatre de rue"
Menton (terza settimana Maggio);
- Giornata di Teatro Copernicana (metà Maggio)
"ODISSEA - OMBRE GIAVANESI"
Partecipanti : studenti di classi II e IV
Primo esito pubblico previsto nel dicembre 2004
ODISSEO FRA I CANNIBALI
SEGUÌTO DAGLI AMORI CON LA MAGA CIRCE
(dal Libro X dell'"Odissea")
Con
Giulia Boioli
Claudio Caprotti
Sara Cestari
Jessica Gargano
Linda Mazzucco
Luci e audio: Giuseppe Ferrante
Drammaturgia: Claudio Caprotti
Le sagome giavanesi (in prevalenza
da Yoyakarta)
sono della collezione di Claudio Caprotti
Questo intrattenimento nasce dal desiderio di sottrarre
alla immobilità dello sterile collezionismo burattini indonesiani
che languivano inattivi, dopo aver fatto a lungo spettacoli in quel
di Giava.
Si, sappiamo che così impieghiamo in modo improprio queste
sagome di cuoio dipinto : sono destinate ad un teatro profondamente
sacro e ritualizzato , il wayang kulit, con repertori tratti dai poemi
Mahabarata e Ramayana, o da epopee giavanesi che ne derivano (wayang
madya e gedog). Non vogliamo parodiare queste espressioni, in cui
il manipolatore (dalang ) è di fatto un medium perché
gli dèi vengano a possedere i burattini, ma solo far agire
col dovuto rispetto questi che sono comunque formidabili attrezzi
per la scena. (Che il Teatro sia un luogo del Sacro, lo sospettiamo
anche in occidente). Del resto, non ci va neanche di allontanare come
esotico un teatro in cui è possibile metter le mani e ritrovare
anche un mucchio di cose nostre. E il teatro indonesiano è
in rapporto molto dinamico con l'evoluzione della società,
muovendosi già da ottant'anni in relazione biunivoca con il
teatro occidentale, anche attraverso gli stimoli dei diversi livelli
del turismo.
Ci accostiamo scegliendo come tramite niente meno che Omero, che è
un po' il cugino mediterraneo dei repertori epici indiani. Così,
le nostre musiche sono greche, ma accostate disinvoltamente secondo
l'intermittenza tra serio e faceto, alto e comico, antico e moderno,
tipica del teatro di burattini nostrano.
Il linguaggio iconografico del wayang kulit è molto minuzioso,
differenziando i personaggi per taglio degli occhi, forma del naso
e della bocca, inclinazione del capo, incedere, acconciature, abbigliamento,
sagoma del pugnale portato, colori della pelle ,ecc. Nella scelta
delle sagome abbiamo cercato di rispettare a grandi linee le fasce
tipologiche dei personaggi originari indonesiani. Così Odisseo
e i suoi compagni sono scelti fra eroi nobili, caratterizzati come
più spirituali (Polite, Elpenore, Odisseo stesso) o più
d'azione ( Eurìloco, i due compagni dell'avventura coi Lestrìgoni).
L'Araldo è stato scelto fra i dignitari della corte dei Pandawa.
Per gli spasimanti di Circe trasformati in bestie abbiamo impiegato
varianti di Hanuman, il re delle scimmie del Ramayana, che è
si animale, ma fortemente umanizzato. Per il cervo cacciato da Odisseo,
un dèmone-bufalo antropomorfo, il che evidenzia il sospetto
retrospettivo del pubblico che si trattasse in realtà di un
uomo trasformato da Circe. I Lestrìgoni sono resi con vari
panakkawan, cioè i clown che raccordano comicamente i livelli
eroico e quotidiano nel wayang kulit.
Anche se 'laicizzandolo', manteniamo il gunungan (o kekayon), l'albero
della vita che riassume la tensione tra le forze opposte, ma tutte
con l'unico scopo della realizzazione dell'unità dell'ordine
cosmico, del dharma. Nei suoi mille impieghi, esso è anche
l'unico elemento scenografico del teatro indonesiano d'ombre, assieme
interno ed esterno al racconto.
La presenza di declamatori separati dai manipolatori delle sagome,
e la possibilità per questi ultimi di mostrarsi con i burattini
davanti allo schermo, sono spunti che abbiamo ecletticamente preso
dal teatro d'ombre cambogiano.