Progetto 2007-08
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LABORATORIO TEATRALE PARASCOLASTICO

2007 / 2008

TESTE TONDE E TESTE A PUNTA
OVVERO: RICCO E RICCO VAN D’ACCORDO.
STORIA TERRIFICANTE
di Bertolt Brecht

Nell’immaginaria città di Luma, capitale dello Jahoo, il Vicere non riesce più a dominare la situazione di bancarotta dello stato, dovuta alla imminente guerra civile, che oppone i contadini vessati da tasse e fitti esagerati ai pochi, ricchissimi, proprietari.  Il consigliere Missena lo spinge ad affidare pieni poteri ad un ometto, Iberin, che  ha la soluzione della crisi: sostituire nell’immaginario collettivo al conflitto economico  un conflitto razziale: ha ‘scoperto’ che metà della popolazione di Luma  è pura ed autoctona ( i ‘Teste tonde’)  mentre l’altra, spuria ed infida ( i ‘Teste a punta’) è la vera causa della crisi dello stato.  Contro quest’ultima bisogna organizzare una salvifica guerra di liberazione. La propaganda ha sùbito buon gioco, mettendo le une contro le altre sia fra i piccolo borghesi che fra i contadini persone che sino ad allora convivevano normalmente.  Dall’alto viene imposta una visione messianica di benessere universale, nella benevolenza di chi ha il potere verso gli umili.  Quelli dei contadini che non accettano  questo conformismo che cancella le tensioni economiche organizzano la loro battaglia , combattendo sotto il segno della Falce, ma la loro lotta viene via via vinta dalla milizia di Iberin.    Quando  quest’ultimo avrà svolto ormai il suo compito, il Vicere non esiterà a farlo da parte, riprendendo il potere .   Le vicende umane però hanno nel frattempo mostrato la ineliminabilità  del conflitto fra chi è povero e chi è ricco.

  L’opera è stata scritta nel momento  del forzato abbandono della Germania da parte di Brecht.  Nel suo tempo specifico, l’apologo costituisce un grido d’allarme di fronte all’imporsi del razzismo con l’ avvento del nazismo, ma ha molto da dirci in proposito anche ai giorni nostri. E’ inoltre dettato da una visione marxista che rifiuta depistamenti sovrastrutturali al nocciolo dei problemi economici della società; lettura di cui oggi c’è chi sente lo schematismo , ma il dibattito sulla quale è del tutto aperto ed attuale.

     L’assunto risulterebbe troppo ideologico e poco teatrale se non fosse giocato attraverso una casistica di personaggi vivaci (soprattutto il fittavolo Callas e la figlia Nanni, ma anche tanti altri come la Donna grassa che ha il negozio di alimentari )   e di situazioni brillanti rese con tratti veloci .  Questo  permette un gioco scenico vitale e serrato, molto adatto ad una troupe giovane come la nostra, in cui prevale la voglia di divertirsi in modo intelligente.

Naturalmente il testo, in sé folto di una trentina di personaggi e di situazioni collaterali , sarà sottoposto ad  una opera di riduzione  e di riappropriazione da parte dei ragazzi sotto la guida del conduttore, secondo una prassi del resto caratteristica del nostro laboratorio.

In questo lavoro saranno preziose le note dell’autore per la prima rappresentazione , testo fittissimo di annotazioni concrete da impiegare  nella didattica della pratica teatrale.

Claudio Caprotti